Igor Shalimov, lo Zar

5 Ott

 

Shalimov

Igor in rossonero

 

Piedi buoni, geometrie e corsa; Igor Shalimov al giorno d’oggi avrebbe incarnato l’archetipo del mediano moderno, (quello di cui tutti parlano ma che nessuno ha ancora capito chi possa essere).

E a dirla tutta avrebbe potuto ricoprire questo ruolo anche in carriera, se nn fosse stato per una condotta fuori dal campo “allegra”.

Raccogliendo notizie per questo mini tributo all’ex rossonero, mi sono imbattuto in una sfilza di articoli con titoli poco simpatici come: “I bidoni dell’Inter” ed amenità del genere, il che fa male al cuore se si pensa alle qualità che Igor aveva messo in mostra già in Russia ed in particolare nell’unica ottima stagione al Foggia.

Il ragazzo di Mosca, classe 1969, fece parte del prodigioso gruppo dell’Unione Sovietica U21 che nel 1990 vinse l’Europeo di categoria, sconfiggendo in finale la Jugoslavia di Boban, Suker e Savicevic, per dirne alcuni. In quella squadra lui era il leader del centrocampo, (il bomber era un certo Igor Kolyvanov). Fu anche convocato dalla nazionale maggiore per i Mondiali in Italia, offrendo buone prove.

All’inizio della stagione 1991/92 i duei promettenti neo campioni d’Europa arrivano alla corte di Zeman, Kolyvanov nel suo ruolo è chiuso e fa molta panchina, Shalimov invece giocherà praticamente tutte le partite, chiudendo la stagione con 33 presenze e 9 gol. Numeri strabilianti da unire al contributo nel pressing ed alla leadership in regia che ne fanno il centrocampista su cui puntare per i prossimi 10 anni. L’Inter non se lo lascia sfuggire pagandolo 15 miliardi di Lire (Baggio l’anno prima ne era costato 25). Plusvalenza niente male per Casillo che lo aveva preso per 1,4 miliardi.

La prima stagione lo vede esprimersi sui livelli di Foggia (32 presenze, 9 gol) con la perla del gol alla Juventus, la sua posizione in campo si sposta sempre più in avanti fino a ricoprire quasi il ruolo di “trequartista”, nell’era dei numeri non personalizzabili spesso lo si vide scendere in campo col numero 10.

Il ragazzo ha 25 anni ed il mondo è ai suoi piedi: la classe, il successo, i soldi, le belle donne, aggiungetevi le notti milanesi ed una passione per gli alcolici ed il quadro è completo. Zeman probabilmente aveva già intuito le inclinazioni pericolose del ragazzo, che senza la guida del sergente boemo finisce per perdersi: nel suo secondo anno all’Inter vedrà il campo solo in 18 occasioni, mostrando pochi occasionali sprazzi del giocatore che avrebbe potuto essere.

Così l’Inter lo cede ai tedeschi del Duisburg, e così inizia il suo girovagare di anno in anno in squadre diverse, Lugano, Udinese, la parentesi di 2 anni al Bologna dove ritroverà l’ex socio Kolyvanov, fino all’ultimo atto di questa triste avventura: Napoli. Campionato di serie B 1998/99, Shalimov viene trovato positivo al nandrolone, uno steroide anabolizzante, e viene squalificato per due anni. Lui proverà a difendersi dichiarando di non essere stato informato dell’assunzione della sostanza avvenuta durante un ricovero a Mosca a seguito di un’emorragia interna, ma la squalifica non viene ritirata, e di fatto Shalimov non giocherà mai più a calcio.

Nei primi anni 2000 gli vengono date un paio di chances come allenatore di piccoli club, ma la sua carriera anche in quel settore non decollò.

Nel 2005 gli capita un episodio curioso: mentre è in fila alla cassa di un supermercato, nota una bella donna prima di lui che sta pagando tramite addebito sul cellulare, la vecchia volpe non si lascia sfuggire l’occasione e salva il numero nella sua rubrica. Poco dopo la donna riceve una chiamata “Scusi signorina ha dimenticato una delle buste della spesa, gliela porto a casa?”

Nasce così la relazione con Oksana Robski, bella ed elegante scrittrice russa, con la quale si sposerà il 4 aprile 2008 su di una palafitta in mezzo all’Oceano Indiano, seguendo il rito locale dello Sri Lanka. Il matrimonio durerà solo sei mesi, a detta di lei a causa dell’eccessiva gelosia di Igor; non ci furono litigi eclatanti o scandali pubblici, pare anche che i due siano tuttora in buoni rapporti.

Professionalmente parlando l’occasione del riscatto gli capita proprio nello stesso anno del matrimonio, ed ironia della sorte le donne sono ancora protagoniste. Infatti dal 2008 Shalimov è il CT della nazionale femminile del suo paese, con la quale raggiunge la fase finale del campionato europeo nel 2009, venendo eliminato al primo turno.

Speriamo che questo talento mancato sappia ricostruirsi una carriera come allenatore, e che possa tenere al tempo stesso a bada gli eccessi, glielo auguriamo di cuore tutti…In bocca al lupo Zar

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: