Il bello di essere uno schiavo.

10 Dic

Essere un buono schiavo è il sogno che ognuno di noi coltiva da quando è piccolo, facciamo qualsiasi cosa pur di crearci delle catene e metterle in mano a qualcuno (o qualcosa) che ci possieda. Certamente ci sono delle piccole sofferenze a cui bisogna andare incontro, alcuni padroni sono dei veri bastardi, trattano male i loro schiavi e li costringono a fare delle cose bruttissime, cose che a volte vanno contro la morale e le idee dello schiavo.

Ma ogni piccolo aspirante schiavo sa che questo è solo un piccolo prezzo da pagare per raggiungere quello che è lo scopo più alto della sua esistenza: i suoi diritti. I diritti per uno schiavo sono tutto,: sono importanti quanto l’aria che respira, col venticello che accarezza la sua pelle in maniera dolce e delicata; il sole che splende alto dove non puoi toccarlo ma con la sua forza diffonde calore sulle stanche membra dello schiavo; l’acqua fresca che scende nella sua gola ruvida imbruttita dalla durezza delle sue giornate; o anche l’acqua calda che lo lava dal sudore e dallo schifo del mondo che si porta sulle spalle; infine sono la stessa terra su cui poggia i piedi, che calpesta con sicurezza per guadagnare i suoi traguardi, o che lo accoglie benevola quando siede all’ombra per riposarsi.

I diritti oltre a tutte queste caratteristiche piacevoli ne hanno anche una divertente, troppo divertente, ovvero il fatto che bisogna lottare per averli. Proprio perché consapevoli di quanto lo schiavo ami questo genere di divertimento, e nonostante il duro lavoro che comunque egli gli garantisce, i padroni sono soliti negare di tanto in tanto questo o quel diritto, compiacendosi nel carosello delle reciproche accuse e rispettive difese delle posizioni proprie delle parti in causa. Allo schiavo poco importa se sul suo piatto, in questa metaforica bilancia, i pezzi che vengono aggiunti sono sempre inferiori a quelli che vengono sottratti, o se le cose che aveva combattuto gli vengono riproposte come vantaggi; quel che più gli interessa è che la giostra giri, che la lotta sia dura e valente e che il diritto arrivi: il bellissimo dono che il padrone sconfitto elargisce con mano gentile prima di riprendere le catene e godersi un’altra settimana di diritti, fino alla prossima lotta.

 

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